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Approfondimento

Operazioni straordinarie (fusione, scissione, conferimento): guida per la PMI

Avv. Maria Leccese6 luglio 20267 min di lettura

Due soci vogliono unire due S.r.l. complementari per presentarsi sul mercato con un'unica struttura. Un imprenditore intende separare la divisione immobiliare da quella produttiva per tutelare i beni da eventuali rischi. Un professionista vuole conferire il proprio studio individuale in una società e ricevere in cambio partecipazioni. Sono scenari diversi, ma hanno un denominatore comune: si tratta di operazioni straordinarie, quelle cioè che modificano in modo rilevante la struttura giuridica e patrimoniale di un'impresa.

Fusione, scissione e conferimento d'azienda non sono strumenti esotici riservati alle grandi aziende. Sono usati con frequenza crescente anche dalle piccole e medie imprese per rispondere a esigenze concrete: crescita, riorganizzazione, protezione patrimoniale, passaggio generazionale. Capire come funzionano, però, è il primo passo per valutare se e quando può fare al caso tuo.

Fusione: quando due (o più) imprese diventano una

La fusione è l'operazione con cui due o più società si unificano, dando vita a un unico soggetto giuridico. L'art. 2501 del Codice civile prevede due forme:

  • Fusione in senso stretto: le società partecipanti si estinguono e nasce una nuova società che le sostituisce.
  • Fusione per incorporazione: una delle società (l'incorporante) assorbe l'altra o le altre (le incorporate), che si estinguono senza passare per la liquidazione.

La seconda forma è la più diffusa nella pratica delle PMI, perché è più snella: non si costituisce una nuova società, ma una di quelle già esistenti continua e si amplia.

Gli effetti giuridici: la successione universale

Il punto centrale della fusione, dal punto di vista legale, è che la società risultante subentra in tutti i diritti e gli obblighi delle società partecipanti: contratti, crediti, debiti, rapporti di lavoro, liti pendenti in tribunale. È la cosiddetta successione universale, disciplinata dall'art. 2504-bis del Codice civile. Non occorre il consenso di ogni singolo creditore o controparte contrattuale: il trasferimento avviene automaticamente per legge.

Questo aspetto ha un risvolto importante che spesso sfugge in fase di pianificazione: se una delle società incorporate ha debiti nascosti, contenziosi in corso o esposizioni fiscali non emerse, queste si trasferiscono all'incorporante. Per questo motivo, prima di procedere è essenziale svolgere una due diligence approfondita, cioè un'analisi sistematica della situazione patrimoniale, fiscale e legale della società da acquisire o incorporare.

Come funziona la procedura

Il percorso verso la fusione è regolato in modo articolato. Le fasi principali sono:

  1. Progetto di fusione (art. 2501-ter c.c.): gli organi amministrativi delle società coinvolte redigono un documento che descrive le condizioni dell'operazione, il rapporto di cambio tra le partecipazioni e i criteri seguiti per determinarlo.
  2. Relazioni e deposito: il progetto va depositato presso il registro delle imprese e reso disponibile ai soci per un periodo minimo prima dell'assemblea.
  3. Delibera assembleare: i soci di ciascuna società approvano la fusione con le maggioranze previste dallo statuto o dalla legge.
  4. Atto di fusione (art. 2504 c.c.): il notaio redige l'atto e lo deposita al registro delle imprese.
  5. Decorrenza degli effetti: la fusione produce effetti dal momento dell'iscrizione dell'atto di fusione nel registro delle imprese (art. 2504-bis c.c.), salvo che l'atto stesso non fissi una data successiva.

I creditori hanno la possibilità di opporsi entro 60 giorni dall'iscrizione della delibera di fusione nel registro delle imprese, a tutela dei propri interessi (art. 2503 c.c.).

Scissione: separare per crescere (o per proteggersi)

La scissione è in un certo senso il contrario della fusione: invece di unire, divide. Con la scissione, una società assegna tutto il proprio patrimonio a più società, oppure solo una parte a una o più beneficiarie, trasferendo ai propri soci le partecipazioni corrispondenti (art. 2506 c.c.).

Le forme principali sono:

  • Scissione totale: la società si divide interamente in due o più soggetti e si estingue.
  • Scissione parziale: la società trasferisce solo una parte del patrimonio a una o più beneficiarie e continua a esistere con il patrimonio residuo.

Quando una PMI usa la scissione

Le motivazioni pratiche sono diverse. Alcune delle più frequenti:

  • Separazione di rami d'azienda con logiche diverse: una società che fa sia produzione che distribuzione può scindere le due attività, anche per renderle più cedibili separatamente.
  • Protezione patrimoniale: separare i beni immobili (tipicamente in una "holding immobiliare") dall'attività operativa riduce il rischio che i creditori dell'attività commerciale possano aggredire il patrimonio immobiliare.
  • Preparazione a un passaggio generazionale: dividere prima di trasferire semplifica l'attribuzione ai diversi eredi o successori.

La procedura ricalca per molti aspetti quella della fusione: progetto di scissione (art. 2506-bis c.c.), relazioni, deposito, delibera, atto notarile. Le norme applicabili alla fusione si estendono in larga misura anche alla scissione (art. 2506-ter c.c.).

La scissione mediante scorporo (novità 2023)

Il D.Lgs. 2 marzo 2023, n. 19, in vigore dal 22 marzo 2023, ha introdotto nel Codice civile una nuova figura: la scissione mediante scorporo (art. 2506.1 c.c.). Con questa operazione, una società assegna parte del proprio patrimonio a una o più società di nuova costituzione, ma le relative partecipazioni vanno alla società stessa, non ai suoi soci. In sostanza, la società scissa diventa socia della nuova società.

Si tratta di uno strumento utile per chi vuole creare una struttura a controllo diretto (ad esempio, una sub-holding o una società veicolo per un singolo progetto) senza modificare l'assetto proprietario della capogruppo.

Conferimento d'azienda: portare la tua impresa in società

Il conferimento d'azienda è l'operazione con cui un soggetto (persona fisica o società) apporta la propria azienda, o un ramo di essa, in una società, ricevendo in cambio quote o azioni di quest'ultima.

È uno strumento molto usato, ad esempio, da chi ha avviato un'attività come ditta individuale e vuole trasformarla in S.r.l. per limitare la responsabilità personale, oppure da chi vuole valorizzare un ramo specifico dell'impresa conferendolo in una newco con nuovi soci.

La stima del valore conferito

Quando si conferisce un'azienda in una S.p.A., la legge richiede che un esperto indipendente valuti i beni conferiti e certifichi che il loro valore sia almeno pari alla quota di capitale assegnata (art. 2343 c.c.). Per le S.r.l., la stima è ugualmente richiesta ma con modalità in parte diverse (art. 2465 c.c.). Questo passaggio serve a tutelare i creditori e i soci futuri dalla sovrastima del valore apportato.

Il regime fiscale di neutralità

Dal punto di vista fiscale, la regola generale è che il conferimento d'azienda tra soggetti residenti in Italia che esercitano attività d'impresa non genera plusvalenze tassabili al momento dell'operazione. Si applica il regime di neutralità fiscale previsto dall'art. 176 del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917), nella versione risultante dalle modifiche introdotte dalla Legge 244/2007 (Finanziaria 2008), che ha reso questo regime l'unico applicabile.

In pratica: il soggetto che conferisce assume come valore fiscale della partecipazione ricevuta il medesimo valore fiscale dell'azienda conferita, e la società beneficiaria subentra nella posizione fiscale del conferente. La tassazione non è eliminata, ma è differita: emergerà al momento di un'eventuale cessione futura della partecipazione o dei beni conferiti.

Questo assetto è favorevole per le PMI che vogliono riorganizzarsi senza sostenere un carico fiscale immediato, ma è indispensabile pianificarlo con attenzione per non incorrere in sorprese in sede di controllo.

Punti comuni a tutte e tre le operazioni

Nonostante le differenze, fusione, scissione e conferimento condividono alcune caratteristiche che è utile tenere a mente:

  • Richiedono un notaio: l'atto è sempre pubblico e va iscritto al registro delle imprese.
  • Hanno rilevanza fiscale: ogni operazione va valutata anche dal punto di vista delle imposte dirette e indirette. In particolare, i trasferimenti di immobili nell'ambito di scissioni e fusioni sono soggetti a specifiche imposte di registro.
  • Coinvolgono i creditori: la legge prevede in tutti i casi meccanismi di tutela per i creditori (opposizione, garanzie), che possono rallentare l'operazione se non gestiti correttamente.
  • Richiedono due diligence: prima di procedere, è indispensabile avere un quadro chiaro della situazione patrimoniale, fiscale e contrattuale di tutte le entità coinvolte.

Per approfondire gli aspetti legati alla struttura societaria in senso più ampio, puoi leggere la nostra guida sul tema nell'area diritto societario. Se la riorganizzazione riguarda un'azienda in difficoltà, può essere utile anche capire come si intreccia con le procedure di crisi d'impresa.

Come ti aiuta lo Studio Legale Leccese

Lo Studio Legale Leccese, a Salerno, assiste le imprese in tutte le fasi delle operazioni straordinarie: dalla valutazione iniziale della soluzione più adatta, alla due diligence, fino alla redazione dei documenti e all'accompagnamento notarile e registrale. Ogni operazione di questo tipo tocca aspetti societari, fiscali e spesso contrattuali che è importante coordinare fin dall'inizio per evitare imprevisti. Se stai valutando una riorganizzazione aziendale, prenota una consulenza per un primo confronto sulla tua situazione specifica.

Questo articolo ha finalità informative generali e non sostituisce un parere legale personalizzato.

Domande frequenti

Le domande più comuni

Quanto tempo richiedono queste operazioni?

+

I tempi variano in base alla complessità dell'operazione e al numero di soggetti coinvolti. Una fusione semplice tra due S.r.l. può richiedere da tre a sei mesi, tra la predisposizione dei documenti, il rispetto dei termini di legge per il deposito e le eventuali opposizioni dei creditori. Operazioni più articolate, con patrimoni immobiliari o rami d'azienda complessi, possono allungarsi ulteriormente.

I dipendenti sono tutelati in caso di fusione o scissione?

+

Sì. La legge tutela i lavoratori: i rapporti di lavoro si trasferiscono alla società risultante senza che sia necessario il consenso del singolo dipendente, in base al principio di continuità dei rapporti sancito dall'art. 2504-bis c.c. per la fusione e dalle norme applicabili per analogia alla scissione. In caso di trasferimento di ramo d'azienda nell'ambito di un conferimento, si applica l'art. 47 della Legge 428/1990, che prevede specifici obblighi informativi verso le organizzazioni sindacali.

La scissione è reversibile?

+

No. Una volta perfezionata con l'iscrizione al registro delle imprese, la scissione non si può annullare. L'unica strada per tornare a una struttura unificata è procedere a una successiva fusione. Questo rende la pianificazione preventiva ancora più importante.

Il conferimento d'azienda genera imposte immediate?

+

In linea generale no, grazie al regime di neutralità fiscale dell'art. 176 TUIR. Tuttavia, esistono eccezioni e condizioni specifiche. Il profilo fiscale va sempre valutato in anticipo con consulenti specializzati, perché alcune configurazioni dell'operazione o la presenza di beni immobili possono modificare il quadro.

Serve sempre un esperto indipendente per il conferimento?

+

La perizia di stima è obbligatoria per le S.p.A. (art. 2343 c.c.) e per le S.r.l. (art. 2465 c.c.) quando si conferiscono beni in natura o crediti. Cambia però chi sceglie l'esperto: nella S.p.A. è designato dal tribunale, mentre nella S.r.l. la relazione giurata è affidata dal conferente a un revisore legale o a una società di revisione iscritti nell'apposito registro.

Scritto da

Avv. Maria Leccese

Avv. Maria Leccese

Diritto civile

L'avvocata Maria Leccese si è laureata in Giurisprudenza nel 2016 presso l'Università degli Studi Federico II di Napoli ed è iscritta all'Ordine degli Avvocati di Salerno.

Si occupa di diritto civile e d'impresa: contrattualistica, diritto societario e commerciale, recupero crediti e tutela del patrimonio, affiancando aziende e privati del territorio nelle scelte quotidiane e nel contenzioso.

Nel 2019 ha fondato con la sorella Filomena lo Studio Legale Leccese, con un approccio multidisciplinare e collaborativo. Parla italiano e inglese.

Trasparenza

Questo articolo è stato redatto con l'assistenza di strumenti di intelligenza artificiale: Claude di Anthropic per la stesura e la verifica del testo, e Legal Data Hunter, insieme alle fonti istituzionali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, Corte di Cassazione), per la ricerca e il controllo dei riferimenti normativi. Il contenuto è stato rivisto e approvato da un avvocato dello Studio prima della pubblicazione.

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